La nave di Speroni: facimm’ ammuina

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Gian Franco Bottini
di Gian Franco Bottini
Tutti in gruppo , chinati su un giornale, intenti a leggere ed interpretare le ultime sconclusionate notizie relative all’amministrazione comunale di Busto. Così si presentava questa mattina il gruppo degli Umarell  ingrossato dall’arrivo della prima donna Umarell (la ciarliera “Veneta”) e dello “Scivolato”( così spregiativamente soprannominato perché frutto di un poco stimato scivolamento pensionistico).
“L’è un gran casot!” era la frase che riassumeva i diversi stati d’animo di fronte ad una dichiarazione di Speroni che definiva la situazione della nostra amministrazione come una “ nave” in gran difficoltà di navigazione. Il Professore, che non dimenticava la sua origine partenopea, aveva a quel punto apposta la sua immancabile firma annunciando in maniera volutamente stentorea: “E’ una nave dove “facimm’ ammuina”.
Di fronte agli sguardi interrogativi dei suoi compagni il Professore si era ricordato di essere in Lombardia e si era sentito in dovere di spiegare che quella frase era l’ordine che i Comandanti delle navi del Regno delle Due Sicilie pare impartissero ai loro indolenti marinai al comparire di qualche Ammiraglio in visita di ispezione, per simulare un grande impegno ed attivismo , al fine di salvarsi la ghirba.
Questa intrusione terronica, nelle cose di casa nostra, non era stata visibilmente gradita al Sempreverde e il Professore, per farsi perdonare, aveva pensato di metterla un po’ sul ridere, assicurando però che lui ci aveva ben pensato e la cosa , storica o goliardica che fosse , si vestiva bene sulla situazione bustocca.
Il Gruppo degli Umarells, che quando la discussione viaggia sul filo dell’ironia dimostra di sapere intelligentemente apprezzare, aveva incitato il Professore ad argomentare la sua uscita, suscitando però un ulteriore irrigidimento del Sempreverde che aveva aggressivamente chiesto al Professore quale ruolo lui avesse assegnato al Sindaco. “Ma perbacco, quello del Comandante della nave che deve salvarsi la ghirba e deve impartire gli ordini necessari. Anzi adesso, tradotto in lingua italiana, vi riporto quello che si dice fosse scritto nel “regolamento” della Marina e vi spiego anche perché lo vedo perfettamente applicato alla situazione del nostro comune. E aveva stentoreamente enunciato:
REGOLAMENTO:
ALL’ORDINE FACITE AMMUINA,
TUTTI COLORO CHE STANNO A PRUA VADANO A POPPA : mi sembra proprio il caso di Forza Italia che gli ultimi eventi giudiziari hanno purtroppo costretto in fondo alla barca;
E QUELLI A POPPA VADANO A PRUA : e mi sembra proprio il caso di Fratelli d’Italia che erano là in fondo e
nessuno se li filava e adesso sono corsi davanti, anche se probabilmente nessuno continua a filarseli;
QUELLI A DRITTA VADANO A SINISTRA : Busto Grande, che è svelta e lo aveva già fatto mesi fa;
E QUELLI A SINISTRA VADANO A DRITTA: sempre Busto Grande, agile e scattante pronta a ritornare sui
suoi passi per seguire gli ordini del Comandante;
TUTTI QUELLI SOTTOCOPERTA SALGANO SUL PONTE : quelli della Lega che stavano là sotto “bèi tranquilli”
e che adesso oltre che salire in coperta devono prendere pure il timone fra le mani;
E QUELLI SUL PONTE SCENDANO SOTTOCOPERTA : sicuramente, dopo un po’ di resistenza, potrebbe
toccare a Forza Italia;
PASSANDO TUTTI PER LO STESSO BOCCAPORTO : e questo è il famoso “imbuto” tanto caro al signor
Sindaco
E CHI NON HA NIENTE DA FARE,SI MUOVA QUA E LÀ: non mi va di far nomi ma faccio riferimento a quella
diecina di consiglieri che un giornale, con una pessima immagine, ha definito “cani sciolti”, che sono i più
sconclusionati e che rischiano, con i loro imprevedibili e disordinati movimenti, di far completamente
sbandare la barca.”
I presenti si erano divertiti e l’Avvocato , che non riesce mai a nascondere il suo fastidio per i successi dialettici del Professore, aveva cercato di abbassare l’aspetto ironico della discussione e aveva posto al Professore una insidiosa domanda mirante a metterlo in imbarazzo: “Si, va bene , ma come si concludeva tutto questo teatrino che non poteva certo durare all’infinito?” “Io non c’ero – aveva risposto serenamente il Professore – ma credo che si potesse concludere in diverse maniere. Se l’Ammiraglio non abboccava a tutta quella confusione, non faceva che cambiare il
Comandante. Se invece abboccava e se ne andava soddisfatto, allora era il Comandante che doveva ordinare alla ciurma di fermarsi nel posto in cui erano, onde assestare la barca traballante.
Il problema nasceva se quelli che hanno chiamato “cani sciolti” e avevano vista l’”ammuina” come l’opportunità di
mettersi in mostra “così ci tocca qualcosa”, non si volessero fermare. In questo caso pare che qualche Comandante fosse riuscito a riportare la calma minacciando di andarsene lui stesso , di sbarcare l’equipaggio e lasciarlo senza lavoro e senza paga ”
Il Pensionato, che fino ad allora aveva taciuto, aveva pensato di tirare le sue conclusioni: “Si l’è una sturiella simpatica ma disem un po’: chi l’è l’Ammiraglio che può decidere quand l’è ura de finila con quell’”ammuina” chì?” “La gente, noh !” era stata l’interpretazione della Veneta, l’ultima arrivata del gruppo che fino ad allora aveva solo ascoltato e che con quella sua sortita aveva già conquistata la considerazione degli amici.
bottini speroni umarell ammuina – MALPENSA24