Il Giorno del Futuro alla Liuc, laurea da favola a Castellanza

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CASTELLANZA – «Il futuro è un libro ancora da scrivere». Se in passato Federico Visconti, rettore della Liuc, nel discorso alla consegna delle lauree aveva citato Gabbani, Ligabue e Bennato, quest’anno la presenza della musica si è limitata a Max Pezzali, con invece il mondo delle favole come protagonista. La cerimonia de “Il giorno del futuro” si è svolta ieri, venerdì 28 giugno, nel parco dell’ateneo di Castellanza di fronte a una vasta platea che ha affrontato il clima torrido con numerosi ventagli o, usandoli come tali, tocchi accademici. A lanciarli in aria nel rito finale sono stati 511 laureati in Economia aziendale, 149 in Ingegneria gestionale, 42 in Giurisprudenza e, con loro, 10 dottori di ricerca.

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La differenza tra Geppetto e mastro Ciliegia

In un’epoca di turbolenza come quella attuale, ha esordito Visconti, è preferibile rinunciare al libro e accontentarsi di un foglio bianco, «su cui appunto tre suggestioni per il vostro cammino professionale». «Siate intraprendenti» è stata la prima. Non con un orizzonte ristretto come quello di mastro Ciliegia in Pinocchio, che vide solo un pezzo di legno, bensì quello sconfinato di Geppetto, che vi scorse la possibilità di trarne un burattino.

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La storia “I tre porcellini” insegna che non sarà possibile prendersela comoda, ma occorreranno programmazione, previdenza e duro lavoro. Coltivando uno spirito critico come quello del bambino che, ne “I vestiti nuovi dell’imperatore” di Andersen, dichiarò la nudità del sovrano. «Diffidate dei pifferai magici dei fratelli Grimm e combattete i giganti egoisti di Oscar Wilde», è stata l’esortazione finale. «Cercate e percorrete con intelligenza la vostra strada, come ha fatto Pollicino. Fate vostre le parole di Mark Twain, autore de “Le avventure di Tom Sawyer”: “Tra vent’anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate, sognate, scoprite”».

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Le fonti della ricchezza delle nazioni

È stata la prima cerimonia per Riccardo Comerio, neopresidente dell’università che, nel suo intervento, ha sottolineato la presenza tra i laureati di tanti detentori di premi di merito o borse di studio: «Giovani meritevoli, testimonianza di quella intelligenza e volontà di cui parlava Cattaneo, secondo cui ogni nuovo trattato di economia pubblica avrebbe dovuto classificarle formalmente tra le fonti della ricchezza delle nazioni». Sono stati ricordati i successi del modello Liuc: l’85,3% dei dottori in Economia e il 93.4% degli ingegneri gestionali occupato a un anno dalla laurea magistrale, l’84,% degli studenti che conclude il percorso in tempi canonici, il 74,3% che ha effettuato uno stage durante gli studi e, infine, alla prima occupazione, uno stipendio netto mensile superiore a quello degli altri laureati. «Voi siete il capitale umano che fa la differenza. Alla società servono persone preparate, idee, la voglia di fare fatica per migliorare le cose. Pensare al futuro non significa soltanto sognarlo, è indispensabile farsi trovare pronti. Bisogna, in sostanza, farsi carico del futuro che si vorrebbe», ha continuato Comerio. Ricordando le opportunità offerte dall’università di Castellanza, come esperienze di studio o di stage all’estero, ha concluso: «Siete voi la sfida per lo sviluppo del Paese. Una grande, bella sfida. Del resto, come diceva Carlo Cattaneo: “Non v’è lavoro, non v’è capitale, che non cominci con un atto d’intelligenza”».

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Ci insegue come una macchina dei carabinieri

Silvia Cappai, rappresentante degli studenti in consiglio di amministrazione, ha osservato che «più si cresce e più la responsabilità ci insegue, come una macchina dei carabinieri». Ma non si deve cedere alla tentazione di rifugiarsi nel primo autogrill perchè «ora, come diceva Churchill, inizia il periodo delle azioni che hanno conseguenze»: e al libero arbitrio di ognuno sono affidate le sorti del proprio futuro. «La vita che insegue il sogno si rinnova di giorno in giorno»: Marinella Latteri, presidente di Liuc Alumni, ha ricordato le principali iniziative dell’associazione dei laureati come la creazione di un network tra gli ex studenti, la promozione di eventi, il percorso di mentorship e l’assegnazione di borse di studio. Carlo Noè, direttore della scuola di Ingegneria industriale e prossimo al termine del mandato, ha ripercorso il suo personale legame con il motto Liuc “Trova il futuro che ti cerca”. Docente dell’ateneo fin dall’inizio, ne ha ha ricordato i risultati, e i fondamenti: seguire i ragazzi non come se fossero numeri, ma persone. E essere comprensivi, ma nel contempo non eccedere in favoritismi, «perché i momenti difficili vanno superati senza compromessi».

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