Basket: Recalcati gioca il derby-salvezza. E invoca il blocco delle retrocessioni

Openjobmetis Varese Carlo Recalcati

VARESE – E’ un Carlo Recalcati combattuto. Da una parte desideroso di vivere sportivamente il suo ennesimo derby tra Cantù e Varese, che lo ha visto amatissimo protagonista su entrambe le sponde. Dall’altro piuttosto disincantato rispetto ad un campionato che “doveva essere programmato diversamente già da quest’estate e le cui regole potrebbe essere comunque modificate anche in corso d’opera”. L’ex C.T. della Nazionale Italiana parla di società “pesantemente condizionate dal Covid sotto il profilo economico e tecnico”, sposa l’idea della Lega Basket per una riforma della serie A secondo il concetto di franchigie e ammette il rischio che la classicissima Cantù-Varese (probabilmente decisiva per la salvezza) sia una “partita finta dal punto di vista tecnico” per l’imponderabilità delle variabili in campo. Parole di grandissima saggezza, a testimonianza di come il basket non possa fare a meno di un patrimonio nazionale come Carlo Recalcati.

Cantù-Varese: un derby che vale la salvezza

“Guardando la tradizione e l’attuale classifica, Cantù-Varese è una partita importantissima. Per l’enorme fascino che emana e perché c’è in palio la salvezza. Ma a parlarne oggi si rischia di parlare del nulla. Prima di tutto bisogna vedere se si giocherà. E poi in quali condizioni arriveranno le due squadre. Purtroppo rischia di essere una “partita finta”, che non esprime i valori in campo, perché in questo campionato le variabili sono tantissime. Una cosa mi sento di dirla. Probabilmente se Cantù dovesse replicare il successo dell’andata allora metterà una importante opzione sulla salvezza”.

La Openjobmetis

“Ho visto alcune partite, ma purtroppo in questo 2021 Varese non ha ancora giocato un match. E’ difficile pronosticare quale Openjobmetis vedremo sul campo. Perché è ultima? Probabilmente si è pensato che Luis Scola da solo potesse bastare per raggiungere la salvezza. Ma un giocatore non può vincere le partite da solo, soprattutto se a 40 anni deve giocare 35’ anziché 25’. Il problema è che nessuno nel comparto lunghi ha reso come la società si attendeva. A ciò si è aggiunta l’enorme sfortuna che si è abbattuta su Jalen Jones. Ecco, a mio parere il rendimento del reparto lunghi ha condizionato il girone d’andata, al di là della buona volontà di Ferrero e De Vico, che fanno le loro cose e le fanno bene. E’ mancato un puntello a Luis Scola, che troppo spesso è stato l’unico giocatore di rendimento”.

L’Acqua S. Bernardo

“Ho visto solo il primo tempo di Pesaro. Cosa dire? E’ stato un brutto primo tempo, giocato molto male. Mi riesce difficile vedere una squadra che si deve salvare e che non commette un fallo in 10’. Però quella di domenica scorsa non può essere stata la vera Cantù e il match non deve essere preso ad esempio. Contestazioni a Cesare Pancotto? Sono una persona per nulla social e quindi non le ho lette. Diciamo che le critiche fanno parte del lavoro dell’allenatore, che ha sempre l’occasione per mettersi in discussione. Ma a una condizione. Che devono essere critiche costruttive. E non mi pare che sui social siano state costruttive, da come me le hanno raccontate”.

La variabile Covid. Ignorata in estate.

“Devo fare un passo indietro e per farlo bisogna partire da quest’estate. Mi rammarico che non si sia capita la portata del Covid, nonostante l’interruzione dello scorso campionato. Si è andati avanti sordi alle grida d’allarme, tra cui le mie, senza prevedere che questa non sarebbe stata una stagione “normale”. Non poteva esserci nulla di normale quest’anno. Per esempio si poteva già prevedere che i palazzetti sarebbero stati chiusi o semi-chiusi e questo è un fattore importantissimo da considerare per i budget delle società con la chiusura delle biglietterie. Di fronte a queste anomalie, il passo successivo doveva essere quello di programmare un anno di transizione, con un vincitore dello scudetto, ma senza retrocessioni: in questo modo le società medio-piccole avrebbero potuto fare una programmazione per i prossimi 2-3-4 anni, magari lanciando qualche giovane e soprattutto ragionando in prospettiva”.

La riforma della serie A

“Adesso leggo che il presidente della LBA Umberto Gandini lancia la proposta di istituire per il futuro le franchigie, concetto importantissimo e condivisibile, anche per fissare i paletti economici dei partecipanti. Questa idea doveva già partire in estate prevedendo che stagione sarebbe stata. Penso però che ci siano gli estremi per intervenire anche in corso d’opera, perché il Covid è una situazione nuova per tutti. Con effetti imponderabili per i tecnici e i preparatori atletici, che lascia strascichi addirittura differenti da persona a persona. Per questo mi sento di lanciare la proposta di bloccare adesso le retrocessioni. Meglio tardi che mai. Questo anche per tutelare l’incolumità degli atleti dal punto di vista degli infortuni. Trovo assurdo costringerli ad andare in campo dopo 3 giorni di negatività ai tamponi, esattamente come sarà costretta a fare la Openjobmetis. Per giocarsi la salvezza”.

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