Panama Bus, venticinque anni di amicizia tra rock inglese e italiano

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OLGIATE OLONA – “Pa” da Paolo Bassi, la “N” di Nicola Puddu, la “A” di Andrea Cantaluppi, “Ma” da Maurizio Schiesari e le prime tre lettere del cognome di Gianluca Busnelli. In questo modo i componenti dei Panama Bus hanno creato il nome della band di Olgiate Olona dedita al rock anglosassone, che domenica 23 dicembre ha festeggiato il venticinquennale con un concerto all’Old Jesse di Saronno. Per il chitarrista Nicola Puddu è un’occasione per raccontare la storia della formazione fino a oggi.

Stones, Doors e brani originali in italiano

Sul concerto di Saronno Puddu ha espresso soddisfazione: «È andata bene, abbiamo avuto un buon riscontro di pubblico. E non c’erano solo gli amici di lunga data, ma anche facce nuove. Vedo che alla nostra pagina facebook se ne aggiungono sempre, anche da luoghi lontani dalla nostra zona». Il gruppo, nato come trio insieme a Bassi (batteria) e Schiesari (basso), è giunto a completamento prima con l’arrivo di Busnelli (chitarra) e poi, a fine 1993, di Cantaluppi (voce), dando inizio all’attività live con questo assetto (che ora comprende Mauro Beretta all’armonica) nel gennaio del 1994. Il repertorio scelto sono i classici del rock anglosassone di Rolling Stones, Doors, Ac/Dc, Led Zeppelin, Creedence Clearwater Revival, Bruce Springsteen e Pink Floyd. «Soprattutto in passato, nei locali di paese, molte band erano penalizzate. I brani originali non trovavano troppo spazio, chiedevano sempre di suonarne di già conosciuti». Ma la scelta di presentarsi come cover band non ha impedito loro di pubblicare “Oltre i sogni”, “Terra di nessuno” e “Panama Bus” tre album di brani autografi in italiano. Ora coronati da una compilation celebrativa, affiancano dal vivo quelli in inglese.

La parte più bella

Puddu ha provato a tracciare un bilancio dei venticinque anni di attività: «Certamente c’è stato un ritorno in gratificazione: è sempre bello suonare in giro, se poi è accoppiato al favore del pubblico è ancora meglio. Inoltre siamo un gruppo senza agenzia e ci siamo sempre trovati la nostra date da soli, se vogliamo identificare un picco si può dire che sia stato il 2010, in cui ne abbiamo fatte una trentina». E non tutti possono dichiarare di essere rimasti uniti per così tanto tempo: «Abbiamo girato molto e conosciuto tantissima gente nel mondo della musica. Sappiamo che nelle band, non appena sorgono dei disagi, i musicisti se ne vanno. La parte più bella è stata a livello di amicizia, per la stima reciproca che condividiamo».

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