Silvestrini (Pd): «Sbagliato vietare il Ramadan a Gallarate»

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GALLARATE – Per il secondo anno consecutivo, la comunità musulmana di Gallarate sarà costretta a celebrare a Cardano al Campo (da martedì al campo sportivo Le Biolle) il Ramadan. Ma il Partito democratico non si stupisce. «E’ inevitabile quando c’è un sindaco disinteressato a gestire i fenomeni che nella sua città avvengono», commenta il consigliere comunale di Gallarate Margherita Silvestrini. «Disinteressandosi di una città che ha quasi il 16 per cento di cittadini stranieri, chiude il Cpia (la scuola di italiano, ndr), la possibilità di un luogo in cui pregare, che è un diritto, e chiude la possibilità di sviluppare luoghi di incontri in cui si superano le diversità. Anziché costruire una convivenza serena, lui costruisce muri».

Da Gallarate a Cardano

Per il secondo anno consecutivo il sindaco Andrea Cassani ha negato ai fedeli di Allah la possibilità di utilizzare il terreno di via Pacinotti che, durante il mandato del centrosinistra, era invece diventato il luogo di ritrovo per gli islamici del Basso Varesotto. Silvestrini, che della giunta Guenzani era assessore, critica il cambio di rotta: «Cassani è il sindaco delle sottrazioni, ha tolto persino le panchine da piazza Risorgimento. Sembra quasi che voglia sterilizzare una città».

Non a casa mia

Per l’esponente dem è evidente la strategia dell’attuale maggioranza: “Scaricare i problemi sui Comuni limitrofi. Per il Ramadan su Cardano, per i profughi su Milano. Ma non è questo che ci si aspetta da un’amministrazione responsabile. Non siamo in campagna elettorale. Creare questi atteggiamenti ostativi significa innalzare muri che non facilitano la tessitura di un contesto favorevole a una vita serena. Non è la soluzione vietare un luogo di preghiera che in passato non ha mai dato problemi. La sua è una decisione puramente ideologica».

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