Alla scoperta di Ebolowa, la città “gemella” di Legnano da 55 anni

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LEGNANO – I legnanesi ne sentono parlare da sempre (le due città sono gemellate dal 1964), ma davvero in pochi possono dire di aver visto Ebolowa, la località del Camerun destinataria di aiuti e progetti assistenziali e di sviluppo promossi all’ombra del Guerriero. Per farcela conoscere abbiamo incontrato Alberto Bonesi, presidente dell’associazione Graziella Moroni onlus che si prodiga, o meglio si prodigava in iniziative a sostegno della comunità di Ebolowa: dopo aver ricevuto questo mese la Targa della Riconoscenza di Associarma, l’associazione si è sciolta dopo 25 anni per riorganizzarsi, anche con nuovi sostenitori, per guadagnare in efficacia. «Puntiamo – spiega Bonesi (terzo da sinistra nella foto in alto) – all’educazione professionale, all’emancipazione femminile e a trasformare l’agricoltura di sussistenza in agricoltura razionale. Per non essere ostacolati da vincoli di varia natura, abbiamo ora pensato di raccogliere fondi da destinare a persone di riferimento in loco, dietro la presentazione di un progetto valido».

Un mondo in evoluzione ma con gravi limiti culturali

«Ebolowa – racconta Bonesi, che vi è stato due volte, nel 1989 e nel 2007 – è il capoluogo della regione del Sud, al centro della foresta equatoriale e a 100 km dall’equatore. Una tipica città africana, con strade sterrate ma che ha fatto notevoli sforzi per avvicinarsi agli standard occidentali. Dai due alberghi che aveva, ora ne conta diversi, anche di un certo livello; c’è una fabbrica per l’assemblaggio di trattori, ma l’economia è essenzialmente agricola, grazie alla ricchezza di acqua e sole. Purtroppo in Camerun è difficile passare da uno stato sociale all’altro: i giovani per lo più non studiano, per mancanza di mezzi e per il malfunzionamento dell’istruzione, così se ne vanno e i villaggi si spopolano. Emigrano nel centro-nord del Paese e in Francia. E poi manca la cultura del lavoro: nei campi vanno donne e bambini e si vive alla giornata, senza pensare al domani. Più che soldi, occorre educarli alla produttività e formarli dal punto di vista professionale, in modo che dovunque vadano sappiano fare qualcosa». Bonesi cita il caso di un giovane divenuto elettricista grazie ai salesiani e alle attrezzature inviategli da Legnano.

Dall’associazione Moroni più di 100.000 euro per lo sviluppo

Ex chimico, Bonesi è sempre stato a capo dell’associazione che porta il nome di sua moglie, stroncata a 40 anni da una grave malattia. Dalla liquidazione ricevuta al momento di andare in pensione sono venute le prime risorse dell’associazione, insieme ai contributi dei soci fondatori e al costante sostegno dell’Associazione Alpini. Queste risorse si sono tradotte in aiuti materiali per almeno 4.000 euro ogni anno. «Non conta tanto l’entità dell’aiuto – tiene a sottolineare Alberto Bonesi – ma a chi va e come viene utilizzato. I grossi investimenti passano attraverso le istituzioni locali che ne “trattengono” una parte: ecco perché abbiamo pensato a progetti mirati, così da dare fondi a chi servono veramente. Per fortuna possiamo contare su alcuni referenti, principalmente i salesiani che a Ebolowa gestiscono la scuola professionale più grande del Camerun». L’ultimo progetto finanziato nel 2018 ha riguardato una piantagione di banane di 4,5 ettari e ha dato un raccolto che ha superato le aspettative (normalmente le rese sono piuttosto basse) con un guadagno di 7.700 euro, che da quelle parti sono una piccola fortuna. Altri fondi sono stati destinati ai profughi dalle regioni del nord, minacciate dal terrorismo islamico, e ad associazioni locali che stanno realizzando una fattoria con lotti divisi fra diverse famiglie di coltivatori e allevatori.

Fra le fotografie allegate: una venditrice di frittelle all’ingresso di una scuola; capre acquistate nell’ambito di un progetto agro-pastorale nel nord del Paese; particolare di un batik, tessuto decorato con una tecnica particolare; ragazze dell’Istituto di istruzione ed educazione femminile di Ebolowa; famiglie di contadini della regione; la fabbricazione artigianale di sapone e l’essiccamento del cacao; banane e altri frutti esotici raccolti e trasportati al mercato.

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