Antonelli per la Provincia punta su Magrini: “Mi fido. Ha mantenuto la parola”

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BUSTO ARSIZIO – Lo volevano entrambi. Fin dall’inizio. Da un lato, Emanuele Antonelli, una volta accettata la candidatura a presidente della Provincia, ha voluto Marco Magrini nella sua lista. E dall’altro, il vicepresidente uscente della Provincia ha sempre detto ai suoi di Esperienza civica che «l’alleanza con il Pd non aveva più ragione di essere e che avrebbe sostenuto il sindaco di Busto» nella corsa per Villa Recalcati.

Dopo giorni di polemiche, accuse nei confronti dell'”uomo delle valli” di aver fatto il salto della quaglia e chi più ne ha più ne metta, Antonelli e Magrini questa mattina, martedì 9 ottobre, hanno convocato una conferenza stampa a Busto Arsizio per mettere fine ai mal di pancia (interni al centrodestra e degli ex alleati di Magrini), spiegare i motivi per cui l’uno, sostanzialmente, si fida dell’altro e svelare come è nata la candidatura più controversa delle prossime elezioni provinciali, che si terranno il 31 ottobre, ovvero quella del sindaco di Cassano Valcuvia tra le fila del centrodestra.

Basta attacchi a Magrini

«Conosco Marco Magrini e la sua grande passione per la politica – ha spiegato Antonelli – Magrini nei giorni scorsi ha dimostrato di saper mantenere la parola che mi aveva dato personalmente. Sapevo che nel suo gruppo di civici doveva limare certe posizioni, ma non ho mai dubitato del suo appoggio. Io voglio solo gente che abbia voglia di lavorare e so che Magrini è uno che sotto questo profilo non si tira indietro».

Una scelta difficile, ma coerente

Marco Magrini sa che la sua scelta di campo ha creato sorpresa e malumori, ma non si sottrae nello spiegare, senza troppi giri di parole, le ragioni di un percorso che lui definisce coerente e in linea con la strategia di Esperienza civica.

«Tutti abbiamo abbiamo condiviso che l’alleanza con il Pd non era più proponibile e tutti eravamo d’accordo di lasciare massima libertà di scelta al momento del voto. La mia posizione è sempre stata chiara», spiega Magrini. Il quale poi aggiunge: «Certo, poi non essendoci una lista ho fatto l’unica cosa che mi permetteva di continuare a sostenere e rappresentare i comuni del mio territorio da un lato e portare avanti quanto di buono è stato fatto in questi anni dall’altro con gli altri sindaci della provincia».

Il vicepresidente poi spiega la sintonia con il sindaco di Busto: «Quando Antonelli mi ha proposto di entrare nella sua lista mi sono messo a disposizione dicendo chiaramente che però mai avrei rinnegato il lavoro fatto a Villa Recalcati in questi anni e soprattutto le persone con le quali ho più lavorato come il presidente Vincenzi e i consiglieri Bertocchi e Mariani. E su questo il sindaco di Busto non solo non ha avuto nulla da dire, ma mi ha garantito che sarà così».

Gli obiettivi di Antonelli a Villa Recalcati

La scelta e la candidatura di Magrini sono stati gli argomenti principe della conferenza stampa, ma non gli unici affrontati. Antonelli, infatti, ha colto anche l’occasione per mettere sul tavolo come intende lavorare qualora eletto: «Sarò il sindaco di tutti i sindaci. Anche di quelli che non mi voteranno. Non solo, ma dividerò la provincia in zone e ognuna avrà un suo referente, (ovvero un consigliere) il quale poi dovrà riferire a me. Applicherò lo stesso metodo di Busto. Poiché se sta funzionando qui, funzionerà anche a Varese».

Non solo. Antonelli ha anche snocciolato una serie di temi che prenderà, una volta eletto, ben presto in mano: «Non credo a quel che sento, ma solo in quello che vedrò. So però che bisognerà motivare il personale, ma anche risolvere la questione dei dirigenti che mancano. Il mio primo obiettivo è quello di ricostruire una struttura e fare ripartire di nuovo la Provincia. Sento che non ci sono soldi. Va bene, vorrà dire che lavoreremo il doppio per raggiungere quello che ho in testa».

L’in bocca al lupo di Davide Galimberti

Piccolo retroscena. La conferenza stampa deve ancora iniziare, quando Antonelli, prima di entrare nel vivo rivela che «proprio l’altro giorno mi ha chiamato il sindaco di Varese per farmi un “in bocca al lupo”. L’ho ringraziato, anche se – dice il sindaco ridendo – prima mi sono premurato di chiedergli se fosse sincero». Una telefonata distensiva dopo che qualche mese fa il sindaco di Busto aveva attaccato il collega di Varese, colpevole di aver “fagocitato” tutti i fondi del Patto per la Lombardia sul capoluogo? «Alt – dice Antonelli chiudendo il siparietto – su quella questione non ho cambiato idea. Anzi, prima di far arrivare tutti quei soldi solo a Varese dovranno “passare sul mio corpo”».

 

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