ELEZIONI AMERICANE 2020 Kamala Harris: un vicepresidente donna per i dem

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Nel bel mezzo di un’estate bollente e per certi versi unica, ecco arrivare la tanto attesa designazione della candidata alla vice presidenza democratica. Tanti i rumors che si sono susseguiti in questi mesi. Infatti, dopo l’annuncio di Joe Biden di voler una vice presidente donna, analisti e osservatori si erano scatenati per cercare di tracciare l’identikit giusto.

Certo è che per il settantasettenne Biden la scelta non deve essere stata facile. Infatti dopo una partenza a rilento nelle primarie di gennaio, oltre a scialbe interviste e confronti tv, il candidato democratico aveva trovato comunque la nomination grazie alla ricomposizione – forse solo apparante – dell’ala moderata dei democratici. E a quel punto, le attese della corrente radicale – capeggiata da Bernie Sanders e dalla senatrice Warren – per spostare l’asse verso sinistra ed elaborare quindi una piattaforma programmatica più progressista, passava proprio dalla nomina di un vicepresidenza di area radicale. Stesso discorso valeva per la valorizzazione delle minoranza, infiammata dopo le rivolte seguite ai fatti di Minneapolis per la morte di George Floyd. Qui la richiesta di un vicepresidente donna appartenente ad una minoranza razziale poteva essere il viatico giusto per ottenere un solida base di consensi. 

Kamala Harris 2024?

Kamala Harris arriva dalla California, madre indo-americana di Chennai e da padre Giamaicano. Avvocato e procuratrice distrettuale di San Francisco, prima, e procuratore generale della California, poi. Nel 2016 viene eletta senatrice per il Congresso degli Stati Uniti d’America. Per certi versi viene definita una pioniera, infatti è innegabile che la sua carriera sia considerata un simbolo di tenacia, per aver “sfondato” tanti soffitti di vetro. Donna determinata che ha saputo raggiungere i vertici della politica americana con grande forza.

E’ ora innegabile che la scelta di Kamala (nome di origine Indù), sia il trampolino di lancio per una sfida ben più ampia, che non si limiterà al voto di novembre. Infatti, come è risaputo, l’eventuale presidenza Biden potrebbe non andare oltre il singolo mandato, per ragioni anagrafiche, ed è qui che si innesta la scelta della Harris. Potrebbe a questo punto collezionare un nuovo primato, oltre a quello di essere, in caso di vittoria a novembre, la prima vice presidente donna e addirittura alzare l’asticella tra quattro anni, diventando la prima donna al comando della Casa Bianca.

La parola dei sondaggi

Se Biden era in leggera flessione nelle ultime settimane, ora bisognerà attendere qualche giorno per capire l’effetto Harris e cosa porterà in dote all’ex vice di Obama. Certamente la scelta di una candidata che arriva dalla California potrebbe penalizzare l’attesa di chi avrebbe voluto una vice presidente vicina alle grandi masse operaie dell’area industriale della rush belt. Oppure una figura che più si identificasse nella grande minoranza afroamericana. Resta aperta poi la questione di quell’area, elettoralmente parlando decisiva, che fa capo a Bernie Sanders ma soprattutto all’altra papabile Elisabeth Warren, che nonostante le rassicurazioni inclusive di Biden lasciano, con la scelta di Kamala, profondi dubbi e inquietudini.

Concluso il casting per la vice presidenza, ora tutti chiedono un cambio di passo a Joe Biden, in quanto i sondaggi vedono una leggera flessione dei consensi, Trump è ora avanti in North Carolina, e sembra aver risolto, o quanto meno contenuto, il problema Texas, Arizona e Georgia.  Infine ieri la Cnbc, che monitora settimanalmente gli Swing State, registra un flessione del margine di vantaggio di Joe Biden in Wisconsin, Michigan e Pennsylvania. Trump non sta brillando da mesi, ma attenzione perchè con la sua squadra di volontari sta battendo a tappeto tutti gli Stati Uniti, con almeno un milione di persone raggiunte ogni settimana. Uno sforzo notevole che fa capire quanto ancora il Presidente Trump riesce a motivare e mobilitare il suo popolo. Trump e Pence vs Biden e Harris, la sfida è aperta. 

Giacomo Iametti

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Lo speciale Elezioni Americane 2020 ci accompagnerà fino al prossimo 3 novembre, giorno delle 59esime elezioni presidenziali nella storia degli Stati Uniti. Si tratta di un appuntamento settimanale a cura di Giacomo Iametti e Simone Cecere, creatori della pagina Instagram Elezioni Americane 2020 (CLICCA QUI per accedere), una striscia quotidiana di poco più di un minuto in cui, attraverso Stories, sondaggi, grafici e approfondimenti, viene raccontato tutto ciò che succede Oltreoceano nella corsa alla Casa Bianca.

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