Il mullah giustifica le “bastonate”e sfida il senatore dem a un confronto su Amsc

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Nino Caianiello e Alessandro Alfieri

GALLARATE – Totò l’avrebbe definita una pinzillacchera.Nino Caianiello, il mullah plenipotenziario berlusconiano nel  Varesotto, la giudica “un’innocua violenza brighellante”. Il fatto è che la pesantissima frase di Aldo Simeoni, amministratore pubblico di lungo corso, noto come il Centurione, non è affatto passata come acqua sul marmo. “Queste persone meriterebbero legnate” ha detto Simeoni, sabato 13 aprile, durante  la conferenza stampa di Forza Italia, partito di cui è storico esponente, a commento della sentenza che scagiona gli ex vertici di Amsc da responsabilità dirette per il deficit milionario accumulato durante la loro gestione. Coloro che “meriterebbero legnate” sono i rappresentanti gallaratesi di Pd e Città e Vita, ex sindaco Edoardo Guenzani in cima alla lista, che hanno formalizzato l’azione di responsabilità nei confronti di 23 amministratori di matrice forzista, azione finita come noto con un nulla di fatto giudiziario. Ma con un onere esorbitante (poco meno di due milioni di euro) da versare in spese legali, onere a carico della casse pubbliche.

Un ulteriore debito

Insomma, “legnate” per aver creato un ulteriore debito. Caianiello, che di Amsc è stato il pluripresidente, scende in campo a difesa di Simeoni, stigmatizzando lo sdegno espresso in proposito da Alessandro Alfieri, senatore dem, che eprime solidarietà ai suoi di Gallarate, condanna la presa di posizione di Aldo Simeoni  e scrive: “La violenza verbale non è meno pericolosa di quella fisica”.
Così, nella tradizionale lenzuolata domenicale su Facebook, il mullah lo sfida a un incontro pubblico “su un palco di tua scelta, per un confronto sereno, civile e pacato come si addice al tuo aplomb, sperando che almeno tu non abbia intezione di scappare, come tutti i tuoi adepti hanno sinora fatto, evitando confronti pubblici ed istituzionali e promuovedo processi unilaterali dove se la cantavano e se la suonavano da soli”.

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Aldo Simeoni

Giù le mani da Simeoni

Caianiello formula la sfida all’interno di un interminabile panegirico a favore di Aldo Simeoni, noto per le sue iperboli verbali, e dopo aver assolto gli ex dirigenti di Amsc. Assolto e autoassolto: “Mi chiedo, le bastonate verbali e virtuali, provocatoriamente suggerite da Simeoni, sono davvero più gravi di quelle reali, seppure non propriamente fisiche, che il sottoscritto e le altre 23 vittime della scellerata azione di responsabilità hanno subito per ben sei anni? (…) Stiamo parlando di sei anni di graticola giudiziaria, con la spada di Damocle di un risarcimento pari a 26 milioni di euro per 23 persone, 23 galantuomini, professionisti, ex amministratori, militanti politici (…)”.
Da confutare, rimane infine, una sottolineatura che Caianiello rivolge alla stampa, tesa a minimizzare l’uscita di Aldo Simeoni: “Non tutti i giornalisti presenti hanno preso atto della sua dichiarazione relativa alle bastonate”. Vero, ma delle due l’una: o il silenzio dei colleghi è frutto di disattenzione, e può essere, oppure di una clamorosa sottovalutazione della notizia. Comunque la si valuti, Simeoni è andato sopra le righe. Ogni altro commento suonerebbe come una stonatura.

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