Milano, l’interrogatorio di Nino Caianiello con un time out e tanti “non ricordo”

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Nino Caianiello accompagnato da un agente di polizia penitenziaria nei corridoi del Palazzo di Giustizia di Milano

MILANO – Si è da poco concluso l’interrogatorio di Nino Caianiello che si è tenuto oggi, venerdì 14 giugno, in procura a Milano. Un interrogatorio dai contorni non ancora chiariti completamente, poiché verso le 14 sembrava che la procura volesse chiudere il verbale. A quel

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Nino Caianiello

punto il plenipotenziario di Forza Italia è uscito dall’ufficio del pm insieme al suo legale Tiberio Massironi e ha imboccato le scale, seguito dagli agenti di polizia penitenziaria, quasi volesse lasciare il Palazzo di Giustizia. Sembrava che tutto fosse finito, ma dopo dieci minuti, circa durante i quali il mullah si sarebbe consultato con il suo difensore, l’indagato è rientrato nell’ufficio del pubblico ministero e vi è rimasto altre due ore e mezzo.

«Non rilascio alcuna dichiarazione – ha dichiarato il legale di Nino Caianiello al termine dell’interrogatorio – Il mio assistito si è difeso e non ha fatto alcuna ammissione. Dobbiamo ancora fare una serie di valutazioni». Ai cronisti presenti, che chiedevano conferma di alcune voci che hanno iniziato a circolare dopo l’interruzione dell’interrogatorio e secondo le quali la procura non avrebbe affatto creduto alla difesa del mullah, che anzi durante la prima parte dell’interrogatorio avrebbe pronunciato molti “non ricordo”, Massironi ha risposto: «Non so da chi possiate aver avuto queste indiscrezioni».

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