Rogora (Verdi): «E adesso tutti i politici legnanesi parlano di mobilità sostenibile»

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LEGNANO – Tutta la politica legnanese si è espressa in campagna elettorale su un tema al centro del programma del gruppo Europa Verde: la mobilità sostenibile. Ma davvero tutti sanno di che cosa stanno parlando? Se lo chiede il candidato sindaco del Gruppo, Alessandro Rogora. «Se da un lato l’attenzione verso il tema mi rallegra – sottolinea – dall’altro non posso fare a meno di notare la leggerezza con cui viene usato il termine “sostenibilità” e come venga impropriamente accostato a soluzioni che non possono essere minimamente sufficienti per raggiungere tale obiettivo. Perseguire una società sostenibile non permette semplificazioni del problema con proposte di facciata prive di fondamento scientifico, del tutto fuorvianti per cui la semplice sostituzione della mobilità convenzionale attraverso la riconversione elettrica diviene la chiave di volta verso un futuro radioso e una mobilità a impatto zero».

«Tema assai più complesso di quanto si pensi»

Per Rogora la ricerca di soluzioni che ci permettano un futuro sostenibile «sono temi di studio da decenni. Dobbiamo arrivare a consumare meno di 2.000 watt a persona, il che rappresenta da 2 a 5 volte meno di quello che consumiamo ora e dobbiamo iniziare a farlo subito. Il 2030 rappresenta la data limite per evitare che il cambiamento climatico di cui siamo responsabili diventi irreversibile mettendo a rischio la sopravvivenza della nostra specie su questo pianeta. I cambiamenti che già abbiamo prodotto renderanno difficile e faticosa la vita dei nostri figli, dobbiamo iniziare il cambiamento ora e farlo con decisione. È un obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso radicali cambiamenti in tutti i settori, dai trasporti all’edilizia all’industria. All’interno di questo processo potremo realizzare una corretta analisi sul reale impatto della mobilità elettrica. In estrema sintesi, se è vero che un mezzo totalmente elettrico di ultima generazione non immette direttamente CO2 da combustione, è altrettanto vero che per il ciclo produttivo del mezzo elettrico l’utilizzo di energia è comparabile (se non superiore) a quella di un veicolo a motore, annullandone di fatto i vantaggi e creando il problema dello smaltimento (come nel caso delle batterie). Non possiamo quindi ritenere la sostituzione con mezzi elettrici la soluzione al problema dei trasporti».

«No a mani di vernice, sì a soluzioni strutturali»

L’indicazione dei Verdi è «pensare a una profonda trasformazione della mobilità principalmente basata sulla mobilità pubblica (questa sì elettrica) integrata con una solida rete ciclabile in cui la mobilità elettrica privata, magari con mezzi leggeri come e-bike, rappresenti una frazione della soluzione e non il centro del problema. Tutto il resto – ammonisce Rogora – sono chiacchiere e il tentativo di dare una leggera mano di vernice verde ai nostri comportamenti per poter continuare a vivere come abbiamo sempre fatto, sentendoci falsamente in pace con la nostra coscienza».

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