SENTIERI DELLE ALPI Da Macugnaga alla Capanna Marinelli

macugnaga Capanna Marinelli

Luogo di partenza:  Macugnaga
Itinerario: Stazione Seggiovia, Belvedere, Morena del Ghiacciao Belvedere, Capanna Damiano Marinelli
Dislivello:  1146 m.  in salita,  1146 m. in discesa
Lunghezza: 7,5 Km circa
Tempo: 6 h  circa
Difficoltà: EE (per escursionisti esperti).
Attrezzatura consigliata: Scarpe da trekking con suola vibram o simile, abbigliamento adeguato alla stagione e sufficiente scorta d’acqua. Consigliati piccozza e e ramponi al seguito

alla Capanna Marinelli

Dal piazzale di Pecetto prendere la Seggiovia che conduce all’Alpe Burki e al Belvedere.
Giunti al Belvedere (mt. 2000), nel piccolo pianoro antistante ai due punti di ristoro, troverete un bivio: a sinistra si imbocca il sentiero che ci porta al Rifugio Zamboni Zappa, mentre voi prenderete quello a destra che conduce sia al Bivacco Belloni che al Rifugio E. Sella e alla Capanna Marinelli. La prima parte del percorso attraversa il fronte morenico del Ghiacciaio del Belvedere; in seguito alla crescita dello stesso avvenuta a partire dalla fine del secolo, occorre prestare particolare attenzione nel percorrere questo tratto, specialmente in estate, per il rischio di apertura di molti crepacci.
Al termine del ghiacciaio (circa tre quarti d’ora dal Belvedere) raggiungerete una meravigliosa piana: l’Alpe Filar. Il sentiero, in questo punto, si divide in numerosi tracciati: prestate attenzione perché a destra si torna a Macugnaga, passando dal sentiero naturalistico e dall’Alpe di Roffel; a sinistra parte invece il sentiero che dovrete seguire per una cinquantina di metri, a quel punto imboccate il sentiero che porta al Marinelli (traccia di sinistra).
Presa la traccia di sinistra, vi inoltrerete nella Piana del Filar, proseguite e poco dopo iniziate a risalire il crinale erboso che separa la Piana dal fronte morenico del ghiacciaio. Da qui, alla vostra sinistra potete ammirare la zona del Lago Effimero, e, poco più distante, vedrete il rifugio Zamboni.
Continuate lungo il ghiacciaio su sfasciumi e dopo circa 30 minuti vi troverete sul vecchio sentiero; a questo punto risalite sulla traccia che diventa gradualmente più ripida, ma che non presenta alcuna difficoltà.
Potrete ammirare a destra la seraccata basale del ghiacciaio della Norden e a sinistra le rocce rossastre del Crestone Marinelli.
Il percorso in salita a questo punto diventa  insidioso e composto da sfasciumi instabili; alla vostra sinistra compare un ramo, spesso nevoso, che va percorso in salita, sino a sbucare sulla Sella del Cacciatore, colletto divisorio fra il Canalone Marinelli e la fascia nevosa che si è appena percorsa.
Proseguite quindi per tratti rocciosi in alcuni punti ed erbosi in altri, generalmente ripidi ed a volte molto esposti, da percorre con la massima attenzione e da evitare in caso di condizioni meteorologiche non favorevoli; giunti alla sommità di un altro nevaio, potrete vedere, poco sopra, la Capanna Marinelli (1 ora e mezza dalla Sella del Cacciatore).
Per rientrare percorrete a ritroso lo stesso percorso, prestando molta attenzione al terreno che potrebbe franare sotto ai vostri piedi e a non scivolare sui tratti innevati.

Curiosità

La Capanna è stata inaugurata nel 1886 e dedicata a Damiano Marinelli. Il noto alpinista venne travolto nel 1881 da una valanga durante la salita del Canalone omonimo. Otto anni dopo, nel 1889, dalla Capanna Marinelli partì Don Achille Ratti (che diventò in seguito Papa Pio XI) che conquistò la Dufour dal Colle Zumstein (chiamato poi anche Colle del Papa).