A Busto l’oratorio è diventato una scuola. Il miracolo di San Giuseppe

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BUSTO ARSIZIO – «Un vero miracolo». Con queste parole, l’assessore all’Educazione di Busto Arsizio, Gigi Farioli, commenta il lavoro svolto all’oratorio di San Giuseppe, oggi sede distaccata dell’Istituto Crespi. «Grazie alla preziosa collaborazione tra oratorio, Comune, scuola e famiglie siamo riusciti a finire tutti i lavori in anticipo e permettere a queste tre classi di avere uno spazio adeguato per svolgere le lezioni fino alla fine dell’emergenza», ha commentato poi la dirigente Armida Truppi. 

Lezione in oratorio

Già ad agosto erano iniziate le trattative tra l’oratorio di San Giuseppe, l’amministrazione di Busto e l’istituto Crespi. Perché quest’ultimo non aveva abbastanza spazio per ospitare gli alunni, viste le normative ministeriali sul distanziamento sociale. Ed ecco la proposta: spostare una classe di prima media e due di seconda, tutte da 27 alunni,  nell’oratorio di San Giuseppe, in via dei Sassi.

Serve una pattuglia per proteggere gli alunni

«Per noi è stato un onore poter aiutare la scuola, ma soprattutto gli studenti, che sono in gran parte ragazzi che frequentano il nostro oratorio. Insomma, per me sono come figli, quindi mi è sembrato ovvio dare immediatamente la disponibilità», sostiene don Giuseppe Tedesco. Che si è preso a cuore le tre classi, tant’è che il collaboratore Giustino sanifica le aule ogni giorno e il don igienizza anche il campo da calcio, dove i ragazzi fanno educazione fisica e accompagnandoli all’uscita. «Perché qui in strada le macchine sfrecciano velocissime e quindi i bambini sono in pericolo. Ecco perché vorremmo che ci fosse una pattuglia della polizia locale», aggiunge.

Chi critica non sa il lavoro che c’è dietro

La richiesta, che era già stata fatta dalla dirigente, viene subito recepita dall’assessore Farioli, che si dice pronto a intervenire. E continua poi lodando il lavoro fatto in soli dieci giorni, grazie ai fondi di Palazzo Gilardoni. Il 7 settembre Agesp ha aperto i cantieri per costruire un muro in cartongesso nell’ormai ex teatro dell’oratorio, e creare quindi due aule separate. «E mercoledì 16 i ragazzi erano già in aula», afferma la dirigente scolastica. «Chi si lamenta forse non capisce l’immenso sforzo corale che tutti hanno svolto. A partire dal personale docente, con il responsabile Andrea Fortunato, alle mie collaboratrici Maria Teresa Dedò e Daniela Forini, ma anche il Dsga Michele Schiavulli e la facente funzione Luzi Letizia. Indispensabile è stato poi il contributo del nostro responsabile del servizio di prevenzione e protezione, l’ingegner Piatti e tutta la squadra del geometra Scianna».

Adesso la sfida è l’organico da Roma

«Questa è la prova che, quando si lavora insieme, si possono raggiungere grandi risultati», afferma Farioli. Che poi aggiunge: «Non ascolto chi fa polemica, ma mi concentro sui nostri obiettivi: riprendere le lezioni in presenza. Obiettivo che abbiamo raggiunto. Inoltre, in questo plesso si garantiranno tutte le 30 ore settimanali, nel rispetto di distanziamento di sicurezza e ingressi scaglionati». Un risultato notevole, ottenuto grazie al tavolo permanente tra amministrazione e scuola, voluto proprio dall’assessore. Tavolo che ora dovrà affrontare il secondo problema: la carenza di organico ministeriale.

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