Bar dell’ospedale di Busto, la Asst “chiama” la Procura

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BUSTO ARSIZIO – «Presenteremo anche noi una segnalazione alla procura della Repubblica di Busto. Non perché vi sia la sensazione che il concorso sia stato viziato, ma al contrario, per agire nella massima trasparenza. In modo che non vi possano essere ombre in futuro. Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di agire». Eugenio Porfido, direttore dell’Asst Valle Olona interviene sulla questione relativa alla gestione del bar dell’ospedale di Busto Arsizio. Bar gestito da 27 anni a questa parte dal Cral che si vede ora scalzare da una società riconducibile a Giuseppe Filoni, amministratore unico del consorzio Rile Tenore e Arno nonchè indagato nell’inchiesta Mensa dei poveri quale “vassallo” di Nino Caianiello, plenipotenziario di Forza Italia in provincia di Varese arrestato lo scorso 7 maggio. A tre anni dalla scadenza naturale della concessione firmata nel 1992 la precedente direzione dell’Asst Valle Olona ha deciso di indire un per affidare la gestione del bar a nuova società.

«Il Cral non ha partecipato al concorso»

Ora il Cral rifiuta di lasciare i locali. E certo il nome di Filoni, che non è l’amministratore delegato della società vincitrice del concorso seppur a lui la stessa è riconducibile, non aiuta in un sereno avvicendamento. «Gli attuale gestori hanno perso una vertenza davanti al Tar – precisa Porfido – Direi che questa è la prova che il bando era corretto e che corretta è stata l’assegnazione dell’incarico. Anche perché il Cral al bando in questione non ha partecipato, in caso contrario avrebbe avuto le stesse probabilità di altri di vedersi assegnare l’incarico». Porfido precisa che non ci sono «Carichi pendenti noti sull’amministratore della società vincitrice del concorso e che da controlli interni, e metto in campo anche i magistrati del Tar, non risulterebbero irregolarità né nel bando né nell’assegnazione dell’incarico». Tuttavia, proprio a garanzia di una totale trasparenza, l’azienda, così come il Cral stesso (che si è rivolto anche all’Anac) presenterà una segnalazione in procura a Busto in modo che siano gli stessi magistrati a vigilare sulla regolarità della procedura di assegnazione. Porfido si è detto inoltre «Dispiaciuto per le tensioni, precedenti al mio arrivo, che si sono create con il Cral con cui abbiamo sempre cercato di dialogare e che all’interno dell’ospedale svolge un ruolo di estrema utilità».

E sulla questione è intervenuta con una nota a nome del suo assistito Giuseppe Filoni, chiamato in causa nella vicenda, anche l’avvocato Lara Paladino che qui riportiamo integralmente.

La Cooperativa Sociale Effecinque, legalmente rappresentata da Giuseppe Filoni, in relazione alle notizie apparse sulla stampa in data 3 e 4 giugno 2019, ritiene doveroso specificare quanto segue: la contestazione che viene mossa personalmente al Sig. Giuseppe Filoni, nell’ambito del procedimento “Mensa dei poveri” non ha alcuna attinenza con la Cooperativa Sociale Effecinque; per quanto concerne la gara per la gestione del Bar presso l’Ospedale di Busto, Arsizio, la Cooperativa Effecinque evidenzia che la gara è stata ad essa aggiudicata in forza di due elementi: da un lato la Cooperativa ha presentato un progetto a cui la commissione preposta ha attribuito il punteggio più alto e dall’altro la Cooperativa ha presentato l’offerta economica più vantaggiosa per l’Ente. In altre parole, si tratta di un criterio oggettivo, e non discrezionale, posto che la somma proposta dalla cooperativa Effecinque a favore dell’Ente Pubblico è stata la più alta tra quelle presentate dalle altre quattro/cinque aziende partecipanti alla gara; per quanto concerne il contenzioso pendente avanti il Consiglio di Stato si specifica che ad esso la Cooperativa Effecinque è totalmente estranea riguardando soltanto le posizioni del Cral e dell’Ente. L’aggiudicazione della gara per la gestione del bar dell’Ospedale di Busto Arsizio, a favore della Cooperativa Effecinque, non è stata impugnata nessuna delle aziende partecipanti; negli articoli citati si legge che il Cral contesta la scelta dell’Ente di bandire una gara pubblica; a tal proposito viene spontaneo chiedersi se sia più equa una gara pubblica aperta a tutti ovvero un’assegnazione diretta al Cral durata per ben 27 anni, senza alcuna gara; infine appare doveroso evidenziare che la Cooperativa Effecinque è specializzata nella gestione dei bar, ed è aggiudicataria di appalti in tutta Italia, in particolare nelle province di Varese, Milano, Lodi, Roma e Perugia, garantendo lavoro a un centinaio di dipendenti; nella fattispecie la Cooperativa Effecinque, in seguito all’aggiudicazione della gara, ha acquistato le attrezzatture necessarie per l’esercizio dell’attività, nonché ha assunto impegni con l’impresa prescelta per la ristrutturazione dei locali: pertanto, il rifiuto del Cral di liberare i locali nel termine previsto in gara, sta creando alla cooperativa danni economici e di immagine, di non poco conto.

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