Duplice omicidio a Canegrate: nessun ergastolo. Non ci fu premeditazione

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CANEGRATE – Esclusa la premeditazione: condanne tra i 20 e i 16 anni per l’omicidio di via Ancona. Il gup di Busto Arsizio Piera Bossi non ha accolto la richiesta di condanna all’ergastolo del pubblico ministero Giuseppe Antonio d’Amico per tutti e cinque gli imputati. Accusa e difesa concordano su un punto: attendere le motivazioni e ricorrere in Appello.

Crivellati di colpi

E’ nelle motivazioni che il gup spiegherà il perché del mancato riconoscimento dell’aggravante della premeditazione: senza quella aggravante, in sede di rito abbreviato, la condanna all’ergastolo è esclusa dalla legge stessa. Le vittime dell’efferato omicidio furono i cugini Agron e Alban Lleshaj. Alla sbarra sono finiti per il delitto Edmond, Elidon, Pjeter Llesha, Eduard Nikolli e Fation Stojani. Nella notte tra il nove e il 10 dicembre i cinque imputati si sarebbero resi responsabili di una vera e propria spedizione punitiva. Secondo l’accusa. Ma non secondo il giudice per l’udienza preliminare. Il pm per i cinque imputati aveva anche l’escluso le attenuanti generiche: il movente dell’omicidio sarebbe da ricondurre, sempre per l’accusa, ad affari connessi allo spaccio di droga non rispettati da una parte della fazione.  Il 10 novembre 2016, intorno a mezzanotte o giù di lì, la macchina a bordo della quale si trovavano i due cugini albanesi fu crivellata di colpi. I due furono raggiunti da una dozzina di proiettili. Il passeggero morì sul colpo, l’autista invece trascinò la macchina per alcune centinaia di metri prima di schiantarsi. Non ci fu nulla da fare neppure per l’altro.

Il movente sarebbe di ricondurre a un traffico di droga

A fine ottobre, sempre sulla scia dell’omicidio di via Ancona, furono eseguiti altri 10 arresti.  I carabinieri diedero esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Busto Arsizio nei confronti di 10 persone (8 albanesi, 1 italiano e 1 romeno), ritenute responsabili, a vario titolo, di detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti del tipo cocaina, eroina e marijuana. Le misure cautelari vennero eseguite nelle province di Milano, Monza e Brianza, Varese, Pesaro e Urbino, e Rovigo.

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