Ronaldo, il fisco e la brutta atmosfera da red carpet

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Svestiamoci della maglia del tifo. Premessa doverosa per raccontare ciò che è accaduto ieri in tribunale a Madrid. Non si parla di rovesciate, accelerazioni e gol decisivi. Il pallone non c’entra nulla, andiamo oltre. Chi sperava che Cr7 potesse finire in galera per becero antijuventinismo è un cretino. Chi esulta, tra gli juventini più beceri, perché il fenomeno di Madeira è salvo e potrà continuare ad alimentare il sogno Champions, altrettanto. Il pallone e il tifo devono restare fuori dalle aule di tribunale. Qui si parla di altro. I fatti contestati a Ronaldo, per i quali è stato condannato, con la formula del patteggiamento, a 23 mesi di carcere con pena sospesa e al pagamento di una multa da 18.8 milioni di euro, sono gravi. Il clima da passerella o da red carpet che molti media hanno creato è vomitevole. Cristiano Ronaldo è un evasore fiscale. Un fatto grave, ripetiamolo. Tra gli sportivi, e non solo, abbiamo avuto una lunga sfilza di evasori, ma questo non alleggerisce la posizione penale di Cr7. Giudicare col tifo e con la bandiera in pugno questi fatti è allucinante. Roba da mentecatti. Un evasore resta un evasore. Se il vostro vicino di casa avesse compiuto gli stessi fatti ricevendo la stessa condanna, pesante, sarebbe stato trattato allo stesso modo? Giudichiamolo come chiunque altro, ignorando la maglia che porta e le abbaglianti giocate che fa in campo. Non hanno nulla di rilevante in questa faccenda. Ma molti media se ne sono dimenticati. Il sorrisino di Cr7 all’uscita e sui social non hanno senso. Ok il sospiro di sollievo per aver scampato il carcere, ma il ghigno della vittoria proprio no. Ho pensato subito a quel ragazzo, che probabilmente non sapeva palleggiare o fare rovesciate e che non conosceva nessuno, che in un tribunale lombardo ho visto essere preso per un bavero dal genitore dopo una condanna con pena sospesa a 18 mesi di reclusione per una tentata rapina. Rimbrotti e occhi di fuoco. Il ragazzo aveva evitato il carcere, ma è uscito con lo sguardo basso e con il volto umiliato. Nessuna festa, ma tanta mortificazione. Tutto il contrario a Madrid. I giornali, alcuni, gli hanno addobbato la festa come se avesse appena ricevuto il Pallone D’Oro. E invece aveva appena macchiato la propria fedina penale con un reato gravissimo. Ad esempio in America avrebbe scontato una pena detentiva lunghissima, senza se e senza ma. La legge in Spagna è diversa, ok, ma averla infranta è un gravissimo danno di immagine, oltre che, ribadiamolo, un fatto grave. E una rovesciata non lo cancella.

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