Legittima difesa, Cassani a La7: «In casa propria difendersi è un diritto»

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MILANO – «Sul caso Peveri Salvini ha detto ciò che tutti gli italiani pensano: in casa propria bisogna potersi difendere». Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, è intervenuto oggi 27 febbraio nel programma di La7 “L’aria che tira” rispetto alla vicenda dell’imprenditore piacentino condannato a quattro anni e sei mesi per aver sparato ad un ladro sorpreso nel suo cantiere. Il ministro dell’Interno, commosso dopo averlo incontrato in carcere, ha promesso un cambio radicale con la legge sulla legittima difesa, entro marzo.

«Legittima difesa entro marzo»

Intervenendo insieme a Daniela Santanché (FdI), Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) e Goffredo Buccini (Corriere della Sera), Cassani riprende le parole di Matteo Salvini: «Se di notte entrasse un ladro in casa mia e io mi considerassi quindi in pericolo, avendo una pistola, sparerei: la legittima difesa è una legge dello Stato che bisogna garantire». Il ministro dell’Interno nei giorni scorsi ha espresso la sua solidarietà nei confronti di Angelo Peveri, dichiarando che dal suo punto di vista, «non avrebbe mai dovuto entrare in carcere». Ne è derivato uno scontro a distanza con il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, che ha ribattuto alle parole di Salvini: «Le decisioni su durata e modalità della pena spettano solo alla magistratura. Il rinvio dei lavori per l’approvazione della legittima difesa è positivo». «Non sono i magistrati a dover dire quali leggi bisogna o non bisogna fare – ha concluso Salvini – la legittima difesa sarà legge entro marzo».

Leggi attuali fraintendibili

Riprendendo la querelle a distanza oggi nel corso della trasmissione diretta da Myrta Merlino, la Santanché  ha posto l’accento sul fatto che «siamo in uno stato di diritto. In galera dovrebbero starci i ladri, non gli imprenditori, il cui solo rischio dovrebbe essere quello del fallimento della propria impresa. Un rapinatore ha come rischio di impresa quello di essere ammazzato». Per Fratoianni «non è sacra la casa, lo è la vita». E a lui ribatte ancora Cassani: «La religione non c’entra nulla: violare una proprietà privata è illegale. E grazie alla nuova legge saranno anche inasprite le pene». Il problema delle norme attuali starebbe infatti «nella loro fraintendibilità, per cui la magistratura si trova in difficoltà, dovendo interpretare la legge a seconda dei vari casi. Le nuove norme renderanno tutto più chiaro. Lo Stato ha il monopolio della difesa, ma in condizioni di necessità deve consentire ai cittadini di poter tutelare se stessi».

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