Sumirago, il Comune non tira più la cinghia. “E il sindaco può fare il sindaco”

mauro crorci sumirago

SUMIRAGO – Uscire dal dissesto degli anni precedenti e poter finalmente svolgere il ruolo di sindaco invece che quello, forzato, di “commissario”. Ma soprattutto aver raggiunto questo risultato senza sacrificare l’attenzione per il sociale, da sempre carattere distintivo della sua amministrazione: è questo il bilancio tracciato da Mauro Croci, sindaco di Sumirago, a breve tempo dal compimento del sesto anno a capo del Comune.

“Cittadini per Sumirago” e il lodo 2i Retegas

Mauro Croci, vertice della lista civica “Cittadini per Sumirago”, divenne sindaco nel 2012, dopo diciassette anni di dominio incontrastato della Lega. Sebbene si fosse presentata «con un bel programma, e tanta voglia di fare», la nuova amministrazione si dovette scontrare da subito con il pericolo che il Comune finisse sotto comissariamento: era stato infatti condannato a pagare 2 milioni 300mila euro a causa del lodo arbitrale 2i Retegas, e con una pronuncia della Corte d’Appello immediatamente esecutiva. Nel 2015 si è dunque deciso di affrontare il problema dal punto di vista di un piano di riequilibrio, cioè adottare un impegno decennale per riequilibrare le finanze ai termini dell’articolo 243 bis (inserito nel 2012) del Testo unico degli Enti Locali, che consentiva a quanti fossero in difficoltà di rientrare con un piano programmato. Questo meccanismo per evitare il default, per cui è necessaria l’approvazione di Ministero dell’Interno e Corte dei Conti, è stato autorizzato nel 2016.

Il secondo mandato

La decisione ha consentito di progettare con più tranquillità e più risorse, ma sopratutto forti della solidità del piano scelto. Quest’ultima è stata confermata dal monitoraggio della Corte dei Conti, la cui ultima relazione, riguardo al secondo semestre 2017, riporta “obiettivi centrati”. A proposito del suo secondo mandato, Mauro Croci sottolinea che «si tratta di una riconferma che non è banale». Non solo dopo aver preferito una scarsa visibilità a favore dello sforzo di evitare commissariamenti, ma anche a fronte di avversari quali Lega Nord e Progetto In Comune, accreditati del doppio dei loro numeri. È stato dunque il riconoscimento più bello, e il migliore in termini di voti e percentuale: «È stata apprezzata serietà e caparbietà, l’aver tenuto in piedi l’amministrazione quando sarebbe stato più facile chiamare un commissario». Il 2017 ha portato conti più in ordine e, di conseguenza, la possibilità di contemplare un futuro più roseo. «I bilanci ci stanno dando ragione su credibilità e sostenibilità, il piano di riequilibrio è solido, con un indice di indebitamento a livello di Comune virtuoso»: ora «è veramente un piacere fare il sindaco dopo aver fatto “il commissario” nel quinquennio precedente». Dover evitare i pignoramenti da parte dei carabinieri e salvare il Comune dall’arrivo di un commissario: dopo un periodo «in cui pensavo di non farcela», oggi la maggiore soddisfazione è, «nonostante il forte indebitamento e aver tagliato tutto quanto, non aver mai toccato un euro per i servizi sociali (la cui percentuale in bilancio resta sempre del 18-19%), quando un commissario li avrebbe tranciati per concentrare ogni risorsa».

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