Gallarate, in municipio coperto di sangue ma aveva appena aggredito il sacrestano

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GALLARATE – Risolto il giallo di Luigi La Manna: il 50enne avrebbe aggredito ancora una volta il sacrestano Deodatus Nduwimana (nella foto), cittadino italiano originario del Burundi, da 20 anni sacrestano nella parrocchia di Santa Maria Assunta e stimatissimo in città. Così come aveva già fatto lo scorso 17 agosto, un’aggressione avvenuta per motivi razziali così come raccontato dalla vittima che si era sentito appellare con «Negro di m…., torna al tuo Paese». Ad agosto era stato denunciato, questa volta per lui è scattato l’arresto (l’uomo era già stato colpito da un avviso orale del questore vicario Leopoldo Testa): è accusato di atti persecutori e lesioni personali con l’aggravante dell’odio razziale. I carabinieri di Gallarate lo hanno bloccato, hanno ricostruito l’accaduto, parecchi testimoni hanno confermato l’aggressione ai danni del sacrestano, lo hanno arrestato d’intesa con l’autorità giudiziaria e accompagnato in carcere.

Carabinieri al lavoro per ricostruire l’accaduto

Questa mattina La Manna, già denunciato per quanto accaduto ad agosto, ci avrebbe riprovato. Finendo per ferirsi. In ospedale ci sono finiti in due: il sacrestano e il 50enne. Due i giorni di prognosi. La Manna si è infilato negli uffici comunali sprizzando sangue da un taglio alla gola. Tanto che i bagni al primo piano del municipio sono stati chiusi per permetterne la pulizia. Sotto choc i dipendenti municipali. La Manna si trova ora in caserma dai carabinieri. I militari gallaratesi stanno cercando di ricostruire l’accaduto. Nduwimana ha già spiegato di essere stato ancora una volta aggredito dall’uomo che nei mesi è diventato il terrore di piazza Libertà.

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