I caffè di Galimberti e i big con Bianchi: chiusa la campagna per il ballottaggio

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I caffè di Galimberti e I big con Bianchi per il fine campagna elettorale

VARESE – I caffè di Galimberti nei quartieri prima di arrivare in piazza Monte Grappa da una parte. Dall’altra, Matteo Bianchi con i big del centrodestra al Garibaldino e con puntata alle Bustecche di Matteo Salvini, che ha preferito Varese a Roma (collegandosi però in diretta con la Capitale dalla sede della Lega di piazza del Podestà per sostenere Enrico Michetti). Così si sono chiuse oggi (venerdì 15 ottobre) le campagne elettorali del centrosinistra e del centrodestra in vista del ballottaggio di domenica e lunedì per decidere il sindaco di Varese.

«Adottate tre indecisi»

Bianchi ringrazia Umberto Bossi, Bobo Maroni e Attilio Fontana. Poi si gira verso Giorgetti e Salvini e dice: «Grazie anche a loro, perché mi hanno voluto qui come candidato». E poi aggiunge: «Ci abbiamo messo testa e cuore. Ora abbiamo la possibilità di cambiare la nostra città. Dobbiamo portare i cittadini a votare per questo – dice Matteo Bianchi rivolgendosi alla piazza – ognuno di voi deve adottare tre indecisi e portarli alle urne».

Poi i big del centrodestra presenti in piazza. Maurizio Lupi, segretario nazionale di Noi con l’Italia: «Bianchi ci ha guidato in questa campagna elettorale e con il supporto di tutta la coalizione possiamo vincere». Andrea Pellicini, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, ha suonato la carica: «Abbiamo vinto a Busto e Gallarate. Ora manca Varese».

Per Massimiliano Salini, coordinatore regionale di Forza Italia non si può sbagliare: «Essere lombardi comporta una grande responsabilità. Sarà la Lombardia a dettare il ritmo della ripartenza. E qui a Varese lo faremo con Bianchi e con la determinazione culturale che ha dimostrato in queste settimane». C’è anche il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, appena arrivato da Roma. E sul piatto mette il rinnovo del reddito di cittadinanza: «Lo vogliono rifinanziare togliendo fondi ai pensionamenti dei lavoratori precoci e che hanno fatto lavori usuranti e faticosi. Noi la riteniamo una provocazione. E credo che questo possa bastare per i varesini che dovranno scegliere il sindaco».

La chiusura è toccata a Matteo Salvini. Una bocciatura al reddito di cittadinanza. Un richiamo alla concretezza del centrodestra; un passaggio sulla sicurezza: «Accendete le telecamere qui a Varese». E una richiesta per Bianchi: «Quando sarai sindaco dovrai nominare un assessore alla disabilità, perché nessuno deve rimanere indietro». Infine, un invito ad andare a votare, «perché i cinque minuti di domenica valgono i cinque anni a venire. Che non saranno come quelli che abbiamo vissuto».

Per Galimberti chiusura nei quartieri

Per il centrosinistra la chiusura di campagna elettorale è stata nei quartieri, con 9 soste prima della conclusione in centro in piazza Monte Grappa. A partire dalle 13 di oggi (venerdì 15 ottobre) il sindaco Davide Galimberti ha effettuato un tour dei rioni varesini, accompagnato da assessori, consiglieri e sostenitori. Tappa dopo tappa ha incontrato i residenti e i commercianti, per parlare dei suoi progetti per Varese tra un caffè, una foto e una stretta di mano. A metà pomeriggio in piazza Sant’Evasio a Bizzozero il sindaco uscente ha incontrato la stampa, per le ultime dichiarazioni prima del silenzio elettorale. Non è mancato un affondo al centrodestra: Galimberti ha sottolineato la differenza tra la sua campagna e quella del rivale Bianchi. «Abbiamo voluto una campagna fatta dai cittadini di Varese. Noi la politica romana la rifuggiamo: qui si vota per l’elezione del sindaco di Varese, non per la sopravvivenza di Matteo Salvini e della Lega».

E proprio oggi pomeriggio Galimberti ha inviato una lettera ai varesini, chiedendo ai suoi concittadini di aiutarlo a proseguire nel percorso avviato nel primo mandato. Dove si legge che il centrodestra ha fatto “della nostra città non una realtà da vivere, ma un territorio di conquista, con la presenza sempre più pressante di leader di partito, ed in particolare di Matteo Salvini, che con la città nulla hanno a che fare, che inneggiano a un estremismo che disgrega, fomenta odio, alimentando paure e allontanando Varese da una visione moderata e reale. Ora è il momento di andare avanti, di non tornare indietro, di pensare soprattutto a Varese”.