Lonate Pozzolo in festa: Francesco Giorno in serie B

francesco giorno

LONATE POZZOLO – Festa grande a Lonate Pozzolo, proprio a due passi dalla redazione di M24, in via Matteotti. L’ex tigrotto Francesco Giorno, orgoglio di mamma Loredana e papà Lorenzo, è stato promosso in serie B con l’Alessandria. Nella finalissima playoff contro il Padova, superato nel return match del “Moccagatta” ai calci di rigore rigori per 5-4, il 28enne centrocampista nativo di Busto Arsizio ha trasformato il quarto tiro dal dischetto (quello del momentaneo 4-4) contribuendo così a riportare, dopo ben 46 anni di attesa, i grigi nella cadetteria. Un risultato storico che, per gli ex tigrotti Francesco Giorno e Mirko Bruccini, approdati in Piemonte nel mercato di riparazione per dar manforte all’ambizioso progetto del presidente Masi, sa anche un po’ di rivincita, ripensando a quella ferita ancora aperta inferta proprio dal Padova al Dream Team biancoblù 11 anni fa, il 28 giugno del 2009. Una promozione, sempre per restare collegati alle vicende di casa biancoblù, seppur dei giorni nostri, che rende di riflesso ancor più valore al blitz ottenuto dai tigrotti di Javorcic nell’ultima di campionato.


Mi manda Lamazza

E a Lonate Pozzolo vive anche l’attuale direttore sportivo della Cavese Francesco Lamazza, colui che ha sempre creduto nelle qualità di Giorno, tanto da seguirlo e accompagnarlo in questo incredibile percorso: “In effetti seguo Francesco da sempre, da quando era praticamente nella pancia ed ora, in questo momento di gioia, non posso che essere contento ed orgoglioso: i suoi sacrifici sono stati finalmente premiati con questa meritatissima e storica promozione. Avrei voluto portarlo alla Juve – ricorda Lamazza, allora stretto collaboratore di Ceravolo – ma non avendo compiuto ancora i 16 anni necessari per portarlo fuori regione, optai per il Milan: ricordo ancora che Francesco Zagatti lo prese senza nemmeno fargli il provino. Con Giovannino Stroppa come allenatore Francesco consolidò tutte le sue qualità tecniche, non sempre però supportate da un fisico che faticava un po’ a svilupparsi. Decisi allora di portarlo alla Pro Patria per farsi un po’ le ossa: nelle partitelle del giovedì, le sue giocate, a tratti irriverenti, finivano spesso per infastidire calciatori ben più esperti ed affermati. Melara, dopo un tunnel, lo rincorse per tutto il campo per menarlo. Ma aldilà di questi aneddoti, si vedeva che Giorno aveva tutte le qualità per sfondare: era solo questione di tempo e di tappe di crescita”.

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Lonate Pozzolo Francesco Giorno – MALPENSA 24