OJM, coach Vertemati è realista: “Valiamo la classifica che abbiamo”

OJM Varese Adriano Vertemati

VARESE – Aspettavamo questo momento da settembre, dopo l’intervista con Rosario Rasizza, che aveva “stimolato” in maniera netta il coach al termine di una Supercoppa un po’ sottotono. Invece le contingenze avevano rinviato più volte il faccia a faccia con Adriano Vertemati, da noi su queste colonne stimolato, talvolta punzecchiato, ma mai sottostimato nel suo ruolo di allenatore della Openjobmetis Varese. Dopo il suo esordio come ospite de “L’ultima contesa”, riprendiamo alcune questioni ancora aperte e facciamo il punto nella sosta del campionato di serie A. Con il sorriso sulle labbra. Viste anche le due vittorie consecutive.

L’impatto con Varese e le pressioni della piazza

L’impatto è stato molto positivo nella quotidianità. Qui non manca niente per lavorare bene. C’è uno staff tecnico competente, c’è un ottimo preparatore atletico, abbiamo a disposizione il palazzetto per allenarci. Insomma, ci sono tutte le condizioni ideali per fare bene. Le pressioni sinceramente non le ho sentite. Piuttosto ho percepito la delusione dopo i primi risultati negativi e le reazioni, magari eccessive, che ne sono conseguite, senza andare nella analisi specifica dei motivi. Però lo capisco, così come capisco che questa è una piazza che ha determinate esigenze.

I dirigenti della Pallacanestro Varese

Ho un rapporto eccezionale con Toto Bulgheroni. Finchè c’era Andrea Conti avevamo un rapporto quotidiano e molto costruttivo. Con Luis Scola abbiamo avuto confronti serrati soprattutto dopo il suo nuovo ruolo e adesso stiamo lavorando bene insieme.

Il campionato di serie A  

E’ un campionato in cui si vede molto la mano degli allenatori. Vale per tutte le squadre, soprattutto quest’anno, dove l’impronta dei coach è molto evidente. In Italia ci sono ottimi allenatori e ognuno cerca di portare le proprie idee. Poi non è mai facile trovare un equilibrio tra le proprie idee di gioco e i giocatori che hai a disposizione.

Il mercato estivo

Se rifarei la scelta di puntare su Trey Kell come playmaker? Nella pallacanestro moderna ci sono handler, non più playmaker “classici” e Kell è una combo guard. Semmai il discorso è il passo difensivo. Avendo già Beane, abbiamo cercato un esterno più fisico, che fosse in grado di marcare le guardie, visto che Anthony può essere accoppiato ai play avversari. Trey è un giocatore forte, destinato in futuro a palcoscenici internazionali, ma che è stato condizionato dall’infortunio in fase di preparazione. Infatti adesso sostituiamo un tiratore (Wilson) con un tiratore (Keene). Teniamo presente che quest’estate partivamo da una situazione di 7 contratti già in essere, rispetto ai quali abbiamo poi dovuto fare delle scelte e degli incastri, dettati anche dal budget. Il mercato è stato costruito insieme ad Andrea Conti, in un lavoro molto sinergico con lo staff.

Le 6 sconfitte consecutive

Ammetto che la partita e il post partita con Reggio Emilia sono stati incredibili. Una bruttissima sconfitta davanti al nostro pubblico, le dimissioni di Andrea Conti, il Covid che ha colpito me ed alcuni giocatori. Eravamo in una situazione di emergenza totale di idee, di uomini, di situazioni societarie. Tutto insieme. Come ne siamo usciti? Abbiamo affrontato l’emergenza navigando a vista, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto del nostro meglio. Abbiamo lavorato con lo staff in streaming e Luis è venuto in palestra a darci una mano per gli allenamenti. Nell’emergenza abbiamo anche cambiato, forzatamente, l’assetto della squadra e questa cosa ha comunque pagato in termini di identità, al punto da portarci alle ultime due vittorie, ma anche a buone prestazioni precedenti.

Una nuova Openjobmetis “small ball”?

Alcune situazioni trovate nell’emergenza dobbiamo essere consapevoli che non potevamo portarle in maniera identica per tutta la stagione, perché poi le squadre e gli allenatori si adeguano. E infatti la nostra arma vincente contro Tortona è stata alternare le difese a zona e a uomo. Ci teniamo però stretto quello che ci siamo conquistati e da lì ripartiamo. Adesso dovremo inserire 3 giocatori (Egbunu, Keene e Caruso) che amplieranno le possibilità di gioco. Per esempio sappiamo che giocare con un pivot che apre il campo dà sicuramente un vantaggio. E ancora, con Keene e Egbunu avremo più possibilità di giocare pick-and-roll, pur sapendo che non siamo una squadra perfetta per questo tipo di situazione. Però ripartiamo da una identità acquisita in corso d’opera, che ci ha dato soddisfazioni e rispetto alla quale i 3 giocatori dovranno sapersi adeguare. Per sgombrare il campo voglio rivelare un particolare. Al termine dell’allenamento di oggi (martedì), John Egbunu, durante la sua riabilitazione sulla cyclette, si è detto entusiasta della qualità e della intensità vista sul parquet.

Il bilancio alla pausa della Nazionale

Oggi abbiamo 6 punti in classifica e i bilanci si fanno a seconda dei punti di vista. Se lo avessi saputo in agosto non ne sarei stato contento. In realtà le ultime due vittorie hanno rialzato morale e classifica. La verità è che, in questo momento, valiamo la posizione in classifica che occupiamo. Per il futuro spero di fare di più. Gli obiettivi? Quelli li dà la società, non l’allenatore…

OJM, coach Adriano Vertemati: “obiettivo fare meglio della passata stagione”

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