«Rigenerazione alle Nord di Busto? No, è uno scempio». Sinistra Chiara all’attacco

Chiara Guzzo, candidata sindaca de La Sinistra Chiara

BUSTO ARSIZIO – «La soluzione al problema della ferita urbanistica mai ricucita della presenza della ferrovia Nord è una pioggia di denari senza un minimo ragionamento sul possibile sviluppo della città?». È una domanda chiaramente retorica quella che si pone La Sinistra Chiara, la lista che candida a sindaco Chiara Guzzo. Un attacco frontale nei confronti del maxi-progetto di rigenerazione urbana dell’area mercato, premiato con 15 milioni di finanziamento da Regione Lombardia. «È uno scempio»: la sentenza, senza troppi giri di parole, di Guzzo & C.

Le domande di LSC

Sono tanti i dubbi messi in fila da La Sinistra Chiara sul progetto da 19,8 milioni di euro elaborato dall’amministrazione comunale. «Questa spesa può rispondere alla grande questione dell’identità che questa città deve avere? – si chiede la lista Guzzo – e Busto, nonostante questo rinnovamento dato dalla “Rigenerazione urbana” sarà in ogni caso e comunque destinata ad essere città dormitorio della grande metropoli? Questo investimento in quale piano della Regione Lombardia si inserisce e, soprattutto, qual è la logica programmatoria che vi è dietro? O invece mostra il voler reiterare, da parte del centrodestra, la solita logica di finanziamenti a pioggia da distribuire alle centrali dei costruttori, che da anni perseguono il fine della cementificazione ad ogni costo?».

«Ennesimo scempio»

Domande che nascondono un approccio opposto alla questione. I “parchi verdi” nei progetti, secondo LSC, «hanno il compito di maquillage per nascondere il vero fine del progetto, cioè dare avvio in ”modo garbato” ad una nuova fase della speculazione edilizia, al fine di spolpare definitivamente la città da un punto di vista urbanistico e sociale». Per La Sinistra Chiara, «e non solo», rigenerare un’area dovrebbe invece «migliorare la qualità della vita dei cittadini, cercando di riqualificare lo spazio occupato dalle persone ed aumentarne, ove possibile, il valore». La “rigenerazione dell’area mercato” invece «non è altro che l’ennesimo scempio sulla città».

«Veri spazi polivalenti»

Nel mirino il “sacrificio” del «mercato, servizio indispensabile ai cittadini di Busto, in cambio di un po’ di verde e dell’ennesimo parcheggio multipiano», ma anche l’edificio polivalente, «che di utilità sociale non ha nulla». Per LSC sarebbe stato meglio «creare veri spazi polivalenti, al servizio dei cittadini più fragili (disabili e anziani), e come luogo di ascolto e riunificazione fra diverse generazioni (extrascuola, centro di aggregazione e tempo libero) che possano avere degna collocazione, senza dover ricorrere alla benevolenza dei privati o gravare ancora una volta sulle famiglie, come questa pandemia ha insegnato».

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