Varese, il falò di Sant’Antonio in piazza della Motta si accende “a porte chiuse”

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VARESE – «L’anno scorso ha fatto fatica, quest’anno si è acceso bene. Speriamo». Arde la pira in piazza della Motta. E quando il presidente dei Monelli Giuseppe Redaelli pronuncia queste parole in un breve dialogo con il sindaco Davide Galimberti, le lingue del fuoco stanno già “divorando” la pigna di bancali e la punta dell’abete posizionato in cima. E i lapilli ruotano nell’aria, ma salgono alti e «belli dritti», dice il Monello emerito Angelo Monti.

Falò a porte chiuse

E’ vuota piazza della Motta. E vederla così nella notte del falò, quando di solito non si riesce nemmeno a muovere un passo per via della tanta gente che assiste al rogo della pira, restituisce una strana sensazione. E’ quasi surreale assistere al Falò di Sant’Antonio con un pubblico di soli addetti ai lavori: forze dell’ordine, volontari della croce rossa, vigili del fuoco. Oltre a loro gli unici spettatori sono i varesini le cui abitazioni si affacciano sulla piazza. Nessun altro, per questo falò che passerà alla storia per non essersi fermato neppure davanti alla pandemia.

Ad accenderlo c’erano monsignor Luigi Panighetti, il sindaco Davide Galimberti e i Monelli: quello emerito, Angelo Monti e il presidente, Luigi Redaelli.

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