Gallarate, «la colpa della Lega è aver riportato il mullah al governo della città»

GALLARATE – Parla da sempre con i numeri Dario Terreni, fondatore del Pd nel 2008 e presidente della Commissione Attività produttive durante il quinquennio Guenzani. Questa volta li tira fuori per dimostrare come, alla luce del terremoto giudiziario che ha portato in carcere il plenipotenziario di Forza Italia Nino Caianiello e i suoi sodali, tra cui l’ex assessore all’Urbanistica Alessandro Petrone, la principale colpa della Lega a Gallarate è politica. Ed è quella di aver consentito al mullah di riprendere il potere a Gallarate (nel 2016) dopo che la stessa Lega, cinque anni prima, aveva contribuito a metterlo ai margini, facendo convogliare al ballottaggio i voti di Giovanna Bianchi verso il candidato di centrosinistra.

Il 2006

Nel 2006 il centrodestra unito ripresenta la candidatura Nicola Mucci per il secondo mandato ed il risultato è il seguente:

NICOLA MUCCI  voti 17.836 (67,7%)

di cui

FORZA ITALIA  voti 9.693  (39,9%)

LEGA NORD voti 2.360 (9,7%)

Il 2011

Nel 2011 il centrodestra si presenta diviso con la candidatura Massimo Bossi per Forza Italia e Giovanna Bianchi per Lega Nord. I risultati, fa notare Terreni, «sono sorprendenti rispetto a quelli precedenti del 2006»:

MASSIMO BOSSI voti  8.660 (33,53%)

GIOVANNA BIANCHI  voti 7.895 (30,57%)

EDOARDO GUENZANI voti 8.055 (31,19%)

ospedale busto gallarate DARIO terreniL’analisi è per Terreni una sola: «La Lega Nord con Giovanna Bianchi alle elezioni del 2006 passa da 2.360 voti pari al 9,7% a 7.895 voti pari al 30,57% del 2011. Questi risultati sono chiaramente conseguenti alla spaccatura tra Lega Nord e Forza Italia su questioni gestionali e politiche derivanti da forti contrasti rispetto alla gestione partecipate ed in particolare quella relativa alla Amsc caratterizzata da una gestione padronale di Nino Caianello». Per pochi voti al ballottaggio va il candidato di centrosinistra Edoardo Guenzani con Massimo Bossi e vince Guenzani con ben 12.371, pari al 54,89% rispetto ai 10.163 voti pari al 45,10% di Massimo Bossi. «E’evidente che molti elettori al primo turno che hanno votato per Giovanna Bianchi, al secondo turno hanno preferito votare Edoardo Guenzani rispetto a Massimo Bossi. Rispetto al primo turno Guenzani prende nientemeno che 4.316 voti in più che evidentemente sono stati dati in larga parte dall’elettorato che al primo turno ha votato per la Lega Nord».

Il 2016

Lo scenario politico nel 2016 è già cambiato profondamente. La Lega vuole vincere e par farlo ha bisogno dei voti di Forza Italia. Che non è più la superpotenza d’epoca mucciana, ma si accontenta di un ruolo subalterno pur di rientrare nella stanza dei bottoni, scegliendo i preferiti da schiacciare. I risultati sono subito evidenti al primo turno. Andrea Cassani vince con 10.311 voti (55,25%) di cui Lega Nord 4.379 (21,46%)  e Forza Italia 3.122 (15,3%). Per il centrosinistra Edoardo Guenzani prende 8356 voti, pari al 44,76%. «La partita è chiusa, Andrea Cassani è sindaco di Gallarate», dice Terreni. «Da qui partono tutte le problematiche che in questi ultimi giorni si sono manifestate con una vera crisi del “sistema di potere” che Nino Caianello dal 2001 a oggi ha dominato e governato. Il sindaco Andrea Cassani era ben consapevole dei difficili equilibri politici della sua giunta, ma non avrebbe mai immaginato che si sarebbe verificato il terremoto giudiziario che inevitabilmente sta facendo saltare i vecchi equilibri politici dentro le istituzioni e fuori nella città». Conclude Terreni: «Non è mia intenzione entrare nel merito delle questioni giudiziarie, ho solo voluto cercare di dare una lettura politica. Ma anche in questi casi si evidenzia come il sistema democratico italiano viene sempre garantito dal sistema giudiziario rispetto a quello della politica. Ancora un’altra volta l’autonomia della giustizia dalla politica è a fondamentale garanzia della democrazia».

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