La Tekni Plex Gallazzi di Gallarate rinasce un anno dopo l’incendio

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GALLARATE – Chiusi in casa per un virus di cui si conosceva ancora pochissimo e con un fumo nero fuori dalle finestre che si vedeva a chilometri di distanza. «Sembra la fine del mondo», commentava sui social un’abitante di Cedrate. Era il 21 marzo 2020. In pieno lockdown prese fuoco la Tekni Plex Gallazzi di Gallarate, nota industria di lavorazione di materiale plastiche. L’incendio, causato da un’anomalia del circuito dell’olio diatermico, non fece vittime ma provocò danni ingentissimi e azzerò la produzione. Meno di un anno dopo, e con un investimento che finora ha già superato i 30 milioni di euro, l’attività è ripresa. Il “Progetto Fenice”, così com’è stato ribattezzato dai vertici aziendali, è un esempio virtuoso di un’Italia che sa fare presto e bene.

La produzione alla Tekni Plex Gallazzi

«Sei mesi dopo la produzione era già ripresa», ha spiegato stamattina, 1 febbraio, l’amministratore delegato Antonino Crisafulli accompagnando in visita allo stabilimento il sindaco Andrea Cassani, l’assessore alle Attività produttive Claudia Mazzetti e i parlamentari Dario Galli e Stefano Candiani. La voglia di reagire è stata più forte del danno patito. La sera stessa del rogo erano già state contattate le imprese per la rimozione delle macerie e a ottobre è stato rimessa in funzione la prima delle tre calandre per la realizzazione dei film in Pvc. Entro l’estate arriverà anche la seconda, riportando gli standard produttivi vicini ai livelli pre-incendio. All’opera ci sono circa 120 persone che lavorano su più turni per ripristinare la fabbrica e la produzione.

Salvaguardia occupazionale

«E’ uno sforzo pazzesco che garantisce stabilità lavorativa a oltre 60 dipendenti diretti, più tutto l’indotto che questa azienda crea sul territorio», ha sottolineato il primo cittadino. Già, perché con un crollo del fatturato passato da 38 a meno di 8 milioni di euro nel 2020, la Tekni Plex Gallazzi di Gallarate è riuscita a salvaguardare l’occupazione attraverso la cassa integrazione, lo spostamento temporaneo di una parte delle maestranze in altri stabilimenti del Gruppo e alcuni pensionamenti.
Crisafulli ha infine accompagnato gli ospiti a visitare il nuovo impianto antincendio realizzato dalla Johnson Controlsl’impianto di termocombustione che “pulisce” i fumi in uscita, abbattendo l’impatto ambientale. «Pur lavorando la plastica, siamo un sito produttivo calato perfettamente nella realtà urbanistica circostante».

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