Crisi Air Italy, Anpav: «Tra 60 giorni 1500 famiglie senza reddito»

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MALPENSA – Terminata la moratoria di cinque mesi disposta dalla decretazione d’urgenza per l’emergenza Covid, riparte domani 18 agosto il cronometro, della durata di settantacinque giorni, della procedura di licenziamento collettivo degli oltre 1500 Lavoratori di Air Italy (di cui mille basati a Malpensa) partita il 2 marzo e bloccata dopo quindici giorni, per cinque mesi. «Ne consegue che tra circa sessanta giorni le millecinquecento famiglie dei lavoratori di Air Italy non avranno più un reddito», lancia l’allarme Marco Bardini di Anpav, sindacato degli assistenti di volo.

Gli impegni del governo

Anpav sottolinea che agli impegni assunti dal governo nei tre incontri con i ministri del Lavoro, dei Trasporti e dello Sviluppo Economico non sono seguiti provvedimenti legislativi, ad oggi, realmente esigibili. In particolare sul progetto di integrazione nella nuova Alitalia. «Alla nostra richiesta principale di essere ricompresi nel progetto di riforma e rilancio del settore del trasporto aereo finanziato con oltre tre miliardi di euro, non è stata data alcuna risposta ad eccezione di un generico impegno della ministra De Micheli a fare un “approfondimento e verifica” su tale opzione». La rappresentante del governo aveva garantito la riconvocazione del tavolo sindacale nella prima metà del mese di luglio per comunicare l’esito di tale approfondimento ma, ad oggi, nessuno di quel dicastero si è fatto più sentire.

La cassa integrazione

Alla richiesta dei sindacati per avere, al pari di tutti gli altri lavoratori, la cassa integrazione in attesa della fine dell’emergenza sanitaria e della ripresa delle attività, sono invece seguiti due incontri con il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo la quale ha risposto negativamente all’istanza di proroga della moratoria dei licenziamenti, accordata invece alla generalità dei lavoratori delle altre aziende. «La stessa ministra – spiega Bardini – aveva poi garantito un emendamento al primo decreto “Cura Italia” che prospettava la cassa integrazione per i lavoratori di Air Italy, ma che presentava criticità interpretative tali da indurre i liquidatori Laghi e Lagro a dichiararne l’inapplicabilità alla nostra realtà. Tale emendamento è stato poi effettivamente fatto nel decreto “agosto”, ma impegnando i governatori delle regioni interessate Sardegna e Lombardia atteso che, col nuovo testo, in difetto di un’attivazione in termini di politiche attive da parte delle suddette regioni, tale cassa integrazione non potrà essere erogata». Ergo, se le amministrazioni regionali non terranno fede agli impegni presi, i lavoratori di Air italy, che si trovano tra l’incudine e il martello, a novembre saranno in fondo al baratro.

Tavolo di crisi

Anpav auspica un’urgente convocazione del Tavolo di crisi da parte dei governatori Solinas e Fontana, reiteratamente richiesto da tutte le organizzazioni sindacali e associazioni professionali, ma non ancora attivato nonostante l’ormai imminente ondata di licenziamenti che impatteranno nelle due regioni già messe a dura prova. «Disperdendo oltretutto – conclude Bardini – straordinarie competenze di un settore strategico per l’intero Paese».

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